Pubblicato in: anime

[Anime] Space Runaway Ideon



Titolo originale伝説巨神イデオン (Densetsu kyojin Ideon)

Genere: mecha, azione, fantascienza, drammatico

Regia: Yoshiyuki Tomino

Soggetto: Arata Koga, Yuuji Watanabe, Sukehiro Tomita, Ken’ichi Matsuzaki, Hiroyasu Yamamura

Sceneggiatura: Hajime Yatate, Yoshiyuki Tomino

Character Design: Tomonori Kogawa

Mechanical Design: Submarine

Musiche: Koichi Sugiyama

Anno: 1980-1981

Studio: Sunrise

Episodi: 39

Disponibilità italiana: Fansub

Coloni terrestri si stanno trasferendo sull’ospitale Pianeta Solo. 
Nel corso di scavi, vengono individuati tre veicoli, considerati un lascito della cosiddetta Sesta Civiltà (ossia la VI civiltà aliena di cui i terrestri hanno scoperto l’esistenza). Quegli stessi resti, però, attirano l’attenzione anche del Buff Clan, alieni particolarmente bellicosi, che da tempo sono alla ricerca dell’Ide, una leggendaria fonte inesauribile di energia. 
Il Buff Clan non esita ad attaccare, uccidendo migliaia di civili, e i pochi sopravvissuti riescono a salvarsi solo grazie all’intervento dei tre veicoli, che autonomamente si attivano e formano il gigante robot ribattezzato Ideon. 
Inizia così la sanguinosa battaglia tra il Buff Clan e i terrestri che, a bordo della Nave Solo e protetti dall’Ideon, danno il via al loro peregrinando senza fine nello spazio. 
Ma quali segreti nascondono realmente l’Ideon e la Nave Solo, e chi riuscirà ad impadronirsi del loro potere?
Dopo Zambot 3 del 1977 e Mobile Suit Gundam del 1979, Tomino e la Sunrise tentano ancora una volta di proporre una serie mecha che scardini gli stereotipi del genere, offrendo una storia dai toni adulti, in cui l’elemento robotico è essenzialmente un pretesto, e l’attenzione è concentrata sui personaggi con i loro (tanti) vizi e (pochissime) virtù.

Il cast è numeroso e piuttosto variegato, ma è davvero difficile trovare qualcuno con cui empatizzare, perché ciascuno appare chiuso nel proprio mondo, fatto di diffidenza, sospetto e l’incomunicabilità diventa una dei temi centrali: né i terrestri né il Buff Clan cercano di trovare un accordo, sforzandosi di comprendere le reciproche posizioni, e preferiscono invece il linguaggio delle armi, dando il via ad una continua carneficina.

 

PERSONAGGI PRINCIPALI (SPOILER ALERT!)

Cosmo Yuki, il pilota principale dell’Ideon, è un giovane spesso arrogante che non accetta di essere visto come un ragazzino, mosso principalmente dal desiderio di vendetta, dopo la morte dei suoi genitori nell’attacco sferrato dal Buff Clan contro il pianeta Solo.

Nel corso della storia subisce una progressiva maturazione, anche a causa delle tante perdite che deve subire, e non mancano i momenti di crisi, in cui emerge il suo essere un semplice adolescente che si ritrova da un giorno all’altro invischiato in una guerra senza senso: andando vicino alla morte, prova paura, ed è terrorizzato dell’idea di nuovi combattimenti; è la consapevolezza che il lottare con l’Ideon sia l’unica possibilità per salvare l’equipaggio della Nave Solo ed evitare altri lutti a dargli la forza per salire di nuovo al bordo del robot. Pur mantenendo sempre un piglio deciso e piuttosto aggressivo, impara a smussare alcuni aspetti del proprio carattere, prendendo coscienza della fallibilità di tutti gli esseri umani, mostrando progressivamente una maggiore capacità di comprensione. Un protagonista, quindi, che pur non corrispondendo all’identikit del tipico eroe a bordo del suo robot, mostra di essere un personaggio a tutto tondo, non necessariamente accattivante, addirittura antipatico, ma sicuramente non statico.

Kasha Imhof (una sorta di proto-Asuka Soryu Langley) è una ragazza volitiva, che decide di mettersi alla guida di uno dei veicoli dell’Ideon, non sentendosi da meno di nessun pilota uomo, in particolare di Cosmo. Ha un carattere difficile, molto rigida e poco amichevole. E’ tra i più propensi all’uso della forza, e spesso si rende protagonista di azioni avventate. Pur provando attrazione per Cosmo, da vera tsundere, non lascia trasparire facilmente i propri sentimenti, e solo nelle battute finali di The Ideon: Be Invoked si mostra più aperta e lascia trasparire un’insospettata gentilezza.

Bes Jordan è un giovane e promettente militare che da prova di grandi capacità di leadership mettendosi al comando della Nave Solo, e guidando l’equipaggio nelle tante battaglie contro il Buff Clan. Se inizialmente appare fin troppo sicuro di sé, e anche piuttosto a suo agio con il sesso femminile, con il passare del tempo si rivela un comandante estremamente affidabile, pronto a voltar le spalle ai comandi militari e alla sua stessa famiglia, per lottare per ciò che ritiene giusto e per difendere coloro che gli hanno affidato le proprie vite. E’ il primo ad aver fiducia in Karala, forse mosso dall’attrazione che prova per la bella aliena, ma la sua maggiore disponibilità nei confronti della ragazza è anche ciò che gli permette di capirla più a fondo e di aver prova delle sue buone intenzioni. Non lascia comunque che i suoi sentimenti personali interferiscano con il suo dovere di comandante. Spesso ai ferri corti con Cosmo, i due impareranno poi a fare affidamento l’uno sull’altro.

Sheryl Formosa scienziata algida e calcolatrice, completamente dedita allo studio dell’Ide, per cui è pronta a sacrificare tutto, finendo per perdere tutto, comprese le persone a lei più care. Fortemente ostile nei confronti d Karala, forse anche per sola gelosia femminile, come pare voglia essere fatto intendere, alla fine le due raggiungeranno uno strano compromesso, e forse una certa solidarietà. Dietro la freddezza di Sheryl c’è però una grande fragilità, e la donna finisce per spezzarsi completamente dopo la morte della sorella prima e di Gije dopo, lasciandosi andare alla disperazione se non follia.

Karala Akiba, figlia del comandante supremo delle forza militari del Buff Clan, spinta dal desiderio di conoscere cosa sia davvero l’Ide, si unisce ai terrestri, ma prima di essere accettata deve affrontare la diffidenza e l’aperta ostilità dei più, oltre al disprezzo da parte della propria razza e della sua stessa famiglia; più volte cerca di trovare una soluzione attraverso il dialogo, ma ogni volta viene rifiutata.

Con il suo amore per il terrestre Bes Jordan, e il bimbo che porta in grembo, rappresenta la speranza di un futuro di pace tra terrestri e Buff Clan, speranza che però verrà tragicamente disillusa.


Gije Zaral, tra i più acerrimi nemici della Nave Solo, decide poi di unirsi ai terrestri in un percorso simile a quello intrapreso da Karala: il desiderio di assistere con i propri occhi alla manifestazione dell’Ide gli fa scegliere di abbandonare il Buff Clan, mettendo a tacere il proprio orgoglio e accettando di macchiarsi del titolo di traditore; stringe un legame sentimentale con Sheryl, e riesce a conquistare la fiducia dei terrestri, che sembrano perdonargli il proprio passato e le vittime che ha lasciato dietro di sé con molta più facilità di quanto fatto con Karala, che pur non era mai stata davvero loro ostile. Forse le tante battaglie vissute hanno reso l’equipaggio della Solo più clemente, dopo aver provato sulla propria pelle cosa significa essere rinnegati, o semplicemente è ora troppo stanco per continuare ad odiare con la forza di un tempo…
Harulu Ajiba, sorella maggiore di Karala, è uno dei più spietati comandanti della flotta del Buff Clan. Porta sulle spalle il peso di dover rispondere alle aspettative di un padre che avrebbe voluto un erede maschio, e mostra di aver soffocato a tal fine la sua stessa femminilità, negandosi un amore che rimpiangerà quando sarà ormai troppo tardi. Da prova di un odio inflessibile nei confronti della sorella, apparentemente in nome dell’onore del Buff Clan e della sua stessa famiglia, ma in realtà mosso dall’invidia per una donna che ha potuto invece vivere liberamente il suo amore, arrivando a concepire un figlio con l’uomo amato. 

TEMI

Nonostante entrambi i popoli, terrestri e Buff Clan, appartengano alla razza umana, e mostrino una compatibilità tale da permettere il concepimento di un figlio insieme, l’equipaggio della Nave Solo e i loro avversari sono divisi da un odio insanabile, che li impegna in un interminabile caccia ai confini dell’universo, in cui si illudono di essere artefici del proprio destino, finendo per non essere altro che uno strumento nelle mani di una capricciosa entità mossa da un estremo istinto di autoconservazione, decisa a far tabula rasa e creare una nuova generazione che la preservi nel tempo.

Ciò che dovrebbe salvarci, è ciò che ci invece ci distruggerà.

Insieme alla già accennata insuperabile incomunicabilità, che porta al sospetto, alla paura e all’odio, c’è quindi il tema dell’essere o meno padroni del futuro, della possibilità di poterlo cambiare, oppure di avere a che fare con un fato inevitabile.

L’Ide è un potere misterioso, infinito, bramato da tanti, ma incontrollabile, che muove i fili del destino degli uomini in maniera inesplicabile. Descritto nella leggenda del Buff Clan come una forza benevola ed interpretato dai più idealisti come un amore altruista, mostra spesso una natura spietata, lasciando dietro di sé una scia di morte. L’Ide è “giusta”, ossia protegge chi agisce per il bene, ma la sua è una giustizia inflessibile, che pare non perdonare quell’egoismo, fatto di aggressività e rancore,  insito in ogni essere umano, tanto da riservare il suo favore solo a chi è puro di cuore come un bambino.

L’equipaggio della Nave Solo scopre ben presto a proprie spese di non poter controllare l’Ide in alcun modo, anche dopo aver capito quale sia la sua natura, e viene ridotto a burattini, prigionieri di una divinità inintelligibile che sembra poter modellare gli avvenimenti a proprio piacimento.

Forse se terrestri e Buff Clan avessero fatto propri gli ideali di Karala e scelto la strada della convivenza pacifica avrebbero potuto evitare l’ecatombe finale, ma si ha anche la sensazione di un destino che in realtà è già scritto e che non può essere cambiato: la fine dell’umanità è ormai già stata decretata e tutto si muove progressivamente verso quella direzione.

C’è così un continuo e sempre più opprimente senso di ineluttabilità.

Il viaggio della Nave Solo è sempre più senza una meta, abbandonata da tutti, dalle colonie sparse nella galassia e dalla stessa madre Terra, che pare più interessata, attraverso la forza militare, ad accaparrarsi un nuovo ed allettante potere, piuttosto che ad accogliere i suoi figli dispersi.

L’equipaggio è fatto così di reietti che sperimentano quanto vissuto da Karala, e la disperazione prende progressivamente il sopravvento, sebbene ci sia è chi continua fino all’ultimo a sperare di poter riprendere in mano il proprio futuro, fino a quando la consapevolezza di quanto sta realmente accadendo non può essere più negata.

Uomini che si illudono di poter cambiare il destino, e che invece cadono vittime dei propri peccati.

EREDITA’

Come successo in precedenza con Mobile Suit Gundam, l’accoglienza da parte del pubblico alla prima trasmissione tv è stata piuttosto freddina, tanto che dei 43 episodi inizialmente previsti, ne sono stati realizzati soltanto 39.

Per dare alla serie un finale compiuto, nel 1982 vengono prodotti due lungometraggi, The Ideon: A Contact, una sorta di recap con poche aggiunte inedite, e The Ideon: Be invoked, in cui l’affrettata conclusione televisiva ha la possibilità di essere sviluppata più dettagliatamente ed esplicitamente.
La consolazione offerta nel finale appare un semplice palliativo dopo la crescente disperazione delle battute finali.
Una storia complessivamente difficile da mandar giù, perché non offre appigli, mettendo a nudo ambizioni, rancori, crudeltà ed aggressività dell’animo umano.
La più recente riscoperta di questa serie dei primi anni ’80 deve probabilmente molto al suo più illustre epigono, Neon Genesis Evangelion: per ammissione di parte dello stesso staff, Space Runaway Ideon è, insieme a Devilman di Go Nagai, tra le principali fonti di ispirazione per la serie di Hideaki Anno, e molte sono infatti le analogie, e nella caratterizzazione di alcuni personaggi, e nel finale, anche visivamente molto simile.
In conclusione, Space Runaway Ideon è forse una serie non per tutti, per il forte pessimismo che la permea e che non fa sconti, risultando persino cruenta in diverse scene, ma allo stesso tempo continua ad offrire a più di 30 anni di distanza continui spunti di riflessione, sicuramente da non sottovalutare.




Storia: ♥♥ e 1/2
Disegni/Animazione: ♥
Edizione: /
Voto complessivo: ♥
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Autore:

Appassionata di anime e manga da sempre, spettatrice e lettrice onnivora, con una non celata propensione per shonen, mecha e BL. Ho un debole per gli enigmi della Camera Chiusa e la Golden Age del romanzo poliziesco, libri da divorare in poltrona, avvolta da un plaid, e sorseggiando del tè.

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