Pubblicato in: anime

[Anime] Terrestrial Defense Corp. Dai-Guard

Titolo originale: 地球防衛企業ダイ・ガード(Chikyū bōei kigyō Dai-Guard)
Genere: mecha, azione, fantascienza, slice of life
Regia: Seiji Mizushima
Soggetto: Xebec
Sceneggiatura: Fumihiko Shimo
Character Design: Hiroshi Kanno, Mitsuru Ishihara
Mechanical Design: Hideyasu Shimamura, Takeshi Takakura, Takeshi Takamura
Musiche: Kenji Kawai, Kouhei Tanaka
Anno: 1999
Studio: Xebec, Victor Entertainment, Sotsu Agency
Episodi: 26
Disponibilità italiana: Dynit

 Terrestrial Defense Corp. Dai-Guard, ossia come un gruppo di impiegati ti salva il mondo….
2018: misteriose creature, denominate Heterodyne, attaccano il Giappone, e la minaccia viene debellata solo grazie al ricorso alle armi OE, dall’incredibile potenziale distruttivo. 
Per fronteggiare un eventuale nuovo attacco, viene costruito il gigantesco robot antropomorfo Dai-Guard, ma per 12 anni rimane inutilizzato. Dati gli elevati costi di gestione, l’esercito decide di sbarazzarsi del robot, vendendolo ad una società di sicurezza privata, la 21st century security corp. Il Dai-Guard si trova così ad essere niente più che un’ingombrante (e costosa) mascotte, ma quando gli Heterodyne tornano alla ribalta, starà agli impiegati del Secondo Ufficio Stampa scendere in campo per difendere il mondo! 
Terrestrial Defense Corp. Dai-Guard è una divertente serie tv dai toni più vicini allo slice of life che al tipico anime robotico.
Una ventata di freschezza è portata dalla scelta come protagonisti di un gruppo di impiegati, alle prese con scartoffie, bilanci, e con un occhio fantozziano all’orologio in attesa delle fatidiche 5 di pomeriggio del venerdì.
Nonostante non sia il primo caso (basti pensare al Trider G7), è comunque un’impostazione ancora piuttosto originale, e fa si che l’elemento mecha sia essenzialmente di contorno, sebbene non manchino i dovuti omaggi al genere, con il caratteristico “agganciamento”
e una doverosa “rielaborazione” del Rocket Punch!

 

Comunque il robot e gli stessi combattimenti, che quasi sempre si risolvono in un unico colpo ben assestato, rimangono per lo più sullo sfondo, e l’attenzione è concentrata sui personaggi e su come l’esperienza con il Dai-Guard si ripercuota sul loro lavoro e le loro vite.
Da impiegati impelagati nella solita routine, che si recano ogni giorno in ufficio solo ed unicamente per la prospettiva dello stipendio, a persone in prima linea per aiutare il prossimo, non solo pilotando il robot, ma anche, e forse con un peso maggiore, nel fornire assistenza agli sfollati e ai feriti.
Si potrebbe quindi dire che nella serie non manchi un certo approccio realistico: l’attacco di un Heterodyne non è solo il momento dell’entrata in azione del Dai-Guard, ma è accompagnato anche dalle ripercussioni sulla popolazione, suo malgrado coinvolta nella battaglia; bisogna pensare ai feriti, rifocillare chi ha fame o fornire delle coperte per riscaldarsi.
Ciascuno dei membri del Secondo Ufficio Stampa, e non solo i tre piloti del Dai-Guard, trova un nuovo slancio e una ragione d’essere nel mettersi a disposizione degli altri, riscoprendo le tante piccole cose che normalmente passano inosservate.
Per quanto riguarda il terzetto principale, abbiamo l’energetico Primo Pilota Shunsuke Akagi, il più entusiasta, il primo a non perdere tempo e a salire sui Dai-Guard al ritorno degli Heterodyne; il suo buon cuore ed impegno contageranno ben presto tutto il gruppo, anche se non mancheranno i guai per  il suo agire prima che pensare.
Il Navigatore è la giovane Ibuki Momoi, con alle spalle motivazioni personali che la portano a salire sul Dai Guard: suo padre era uno scienziato, il primo a postulare l’esistenza degli Heterodyne, rimasto coinvolto nella tragedia del 2018. E’ il personaggio su cui si concentra principalmente introspezione psicologica, anche se, bisogna ammettere, è piuttosto stereotipata (father issues, momento di crisi, motivazioni ritrovate).
Keiichiro Aoyama, l’Ingegnere di bordo, è il più riluttante a salire sul robot: fama di playboy, in realtà immotivata, le sue preoccupazioni sono tutte rivolte alla madre anziana e di salute cagionevole; se dovesse morire in uno scontro, non ci sarebbe nessuno ad occuparsi di lei. Alla fine, però, conscio del suo ruolo, non abbandona mai i compagni ed insieme ad Ibuki, controbilancia con la maggiore freddezza e capacità di analisi, il focoso temperamento di Akagi.
Tra i personaggi secondari, Shirou Shirota, membro dell’esercito, inizialmente in continua contrapposizione con il Team Dai-Guard, ritenendo che stia alla forse armate, preparate ed addestrate allo scopo, combattere contro gli Heterodyne, e non ad un improvvisato gruppo di civili, per di più dipendenti di una società che ha comunque il suo ritorno economico grazie alle vittorie del robot. Il continuo lavoro fianco a fianco, in particolare con Akagi, gli farà cambiare idea, e lo renderà uno dei più fidati alleati, pronto anche a sfidare l’esercito in nome di quell’ideale di giustizia di cui il pilota si fa portavoce.
Ci sono poi tutti gli altri membri del Secondo Ufficio Stampa e lo stesso comparto tecnico, con i meccanici e la buffa inventrice diciassettenne Rika Domeki, un cast variegato e molto ben assortito, ciascuno con una sua individualità ben definita, a dimostrare come la caratterizzazione dei personaggi sia uno dei punti di forza della serie, anche quando appare piuttosto convenzionale.
I toni in generale sono piuttosto leggeri, anche se non mancano alcune brevi, brevissime virate verso il drammatico, comunque risolto prontamente.
Nonostante il genere fantascientifico spesso non vada a braccetto con il realismo, in Dai-Guard si cerca di mettere in evidenza alcune problematiche normalmente del tutto accantonate nei mecha (problemi di bilanciamento dei robot, difficoltà nei movimenti su terreni accidentati e così via), a riprova che l’interesse degli autori non è per esaltanti e coreografici combattimenti, bensì per la componente umana della storia.
La realizzazione post-Neon Genesis Evangelion si fa sentire, sia nell’aspetto degli Heterodyne, che sembrano cugini degli Angeli di NGE, sia nelle problematiche psicologiche di una Ibuki.
In soldoni, Terrestrial Defense Corp. Dai-Guard è una serie divertente che può intrattenere anche chi non ama il genere robotico, e ha una certa confidenza con le dinamiche di un ufficio, che rimangono sempre le stesse, sia che si debbano stilare rapporti, verificare budget o… salvare il mondo!

Storia: ♥♥♥ e 1/2

Disegni/Animazione: ♥♥♥ e 1/2

Edizione: /

Voto complessivo: ♥♥♥ e 1/2

 

Annunci

Autore:

Appassionata di anime e manga da sempre, spettatrice e lettrice onnivora, con una non celata propensione per shonen, mecha e BL. Ho un debole per gli enigmi della Camera Chiusa e la Golden Age del romanzo poliziesco, libri da divorare in poltrona, avvolta da un plaid, e sorseggiando del tè.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...