Pubblicato in: anime, manga, tv

[Focus] Giant Robot di Mitsuteru Yokoyama

Mitsuteru Yokoyama è una delle figure di spicco del panorama fumettistico giapponese, colui che con la sua attività a cavallo tra gli anni’50 e ’70 ha dato inizio a tutta una serie di generi, destinati a diventare tra i più rappresentativi in ambito anime e manga.

Tra il 1956 e il 1966 pubblica Tetsujin 28 Go, il primo robot gigante, un colosso d’acciaio manovrato da un ragazzino tramite un telecomando, impegnato nella lotta contro il crimine, ma anche contro minacce extraterrestri.
La fantascienza e il ricorso a poderose creature meccaniche diventeranno uno dei tratti distintivi della produzione di Yokoyama, e li ritroviamo in opere come Babil Junior (Babel Nisei), Mars (Mars)e lo stesso Giant Robot (Jaianto Robo).
Ma il Maestro Yokoyama non si è limitato alla sola fantascienza, essendo, tra l’altro, uno dei precursori del mahō shōjo con Sally la Maga (Mahōtsukai Sally) del 1966 o Comet-san (Gira il Mondo Principessa Stellare), trasposto prima come telefilm, poi nel 2001 come anime.
Grande predilezione anche per il genere storico come testimoniato dal monumentale Sangokushi, ispirato al classico della letteratura storica cinese, Il romanzo dei Tre Regni.
Probabilmente manga e anime non sarebbero come li conosciamo oggi senza il contributo di Mitsuteru Yokoyama, e l’affetto nonché il debito nei confronti di quest’autore sono confermati dalle frequenti trasposizioni o adattamenti, più o meno fedeli, delle sue opere più conosciute.
In questo senso, è più che mai esemplificativo il caso di Giant Robot: nel 1967 la Toei commissiona a Yokoyama un tokusatsu,
il tipico live action giapponese, pieno di mostri, supereroi ed effetti speciali, e nasce così l’idea del robot gigante, Giant Robot, appunto, azionato tramite comandi vocali dal giovanissimo Daisuke Kusama, temibile avversario del gruppo terroristico della Società Segreta Big Fire.
La serie riesce anche a superare i confini nazionali: viene infatti doppiata in inglese e trasmessa negli Stati Uniti col titolo Johnny Sokko And His Flying Robot.

 

La Terra è sotto attacco da parte di un gruppo di terroristi interstellari (sia umani che alieni) chiamati “Big Fire” (“Gargoyle Gang” nella versione inglese). Il gruppo è comandato dall’imperatore alieno Guillotine, un alieno dalla pelle blu di aspetto simile al lovecraftiano Cthulhu, che invia i propri ordini da una colorata astronave nascosta sul fondo di un oceano (presumibilmente il Pacifico). La strategia di attacco della Gang consiste nel rapire scienziati terrestri e costringerli a realizzare mostri giganti con cui poi seminare distruzione.
I protagonisti, un ragazzo di nome Daisaku Kusama (Johnny Sokko nella versione inglese), e un giovane chiamato Jūrō Minami (Jerry Mano), naufragano su un’isola dopo che un mostro della Gang, Dracolon, ha attaccato la nave su cui si trovavano. Qui vengono catturati dalla Gang e condotti in una base segreta. Riescono però a fuggire, e durante la fuga si trovano per caso in un grande complesso dove sta venendo costruito un robot gigante (Giant Robo). Una serie di eventi, e l’aiuto di uno degli scienziati prigionieri della Gang, fa sì che il robot gigante venga attivato e programmato a obbedire a Daisaku/Johnny, che viene anche reclutato da Jūrō/Jerry nell’organizzazione segreta Unicorn, la cui missione è difendere la Terra dagli invasori.
Il robot risulta essere capace di volare (e infatti spesso viene chiamato anche “Flying Robot”) e dotato di una quantità di armi, nella tradizione mecha giapponese, come raggi di energia emessi dagli occhi, missili che possono essere lanciati dalle dita, e via dicendo. Giant Robo si oppone quindi ai mostri della Gang sconfiggendoli sistematicamente; lo stesso Dracolon viene affrontato e sconfitto nell’episodio 11.
La serie si chiude con l’epico scontro finale fra Giant Robo e l’Imperatore Guillotine, che per affrontare il suo nemico si trasforma a sua volta in un mostro gigante.

 

Yokoyama cura anche l’adattamento manga, Giant Robot, raccolto in 2 volumi, ed è l’inizio di uno dei più riusciti franchise dell’autore.

La Società Segreta Big Fire si propone di conquistare il mondo grazie al Progetto GR.
Le Nazioni Unite cercano di sventare il piano dei terroristi, inviando un loro agente; il giovane turista giapponese, Daisaku Kusama viene scambiato per l’inviato dell’Agenzia Investigativa Internazionale e rapito da Big Fire. Riesce successivamente a fuggire, insieme all’agente Azuma, portando via uno dei robot colossali costruiti da Big Fire, GR1, che viene programmato per obbedire agli ordini vocali del solo Daisaku. Per recuperare GR1, Big Fire invia all’attacco di Tokyo altri due robot giganti, GR2 e GR3…

Nel 1990 il regista Yasuhiro Yamagawa decide di riportare sullo schermo Daisuke, Giant Robot e pressoché l’opera omnia di Yokoyama nella serie di 7 OVA Giant Robot: Il Giorno che la Terra si Fermò, usciti tra il 1992 e il 1998, apprezzata da pubblico e critica.

In un’ambientazione futuristica, i più conosciuti personaggi di Yokoyama si muovono in veste d’attori, “recitando” parti anche piuttosto diverse da quelle originali.

La Terra del futuro è all’apice della sua esistenza grazie alla scoperta di una fonte di energia non inquinante e pressoché inesauribile, il Sisma Drive. Ma il mondo è minacciato dall’organizzazione terroristica Big Fire, che l’Organizzazione di Polizia Internazionale riesce a stento a contenere. Le forze dell’ordine possono però avvalersi della collaborazione del giovane Daisaku Kusama, l’unico al mondo in grado di comandare vocalmente l’enorme Giant Robot, creato da suo padre…

 –> Per approfondimenti si consigliano le due ottime recensioni di:

Nel 2007 nuovo rientro in scena di Giant Robot, stavolta in occasione del 40° anniversario dell’opera originale, nella serie in 13 episodi GR: Giant Robot,

sceneggiata da Chiaki Konata (The Big O e Serial Experiment Lain) e diretta da Masahiro Kurata (Mazinkaiser).

Anno 20XX. Misteriosi robot giganti chiamati GR (Giant Robots) appaiono improvvisamente in ogni parte del globo e seminano morte e distruzione. L’umanità è preda del terrore. Il prossimo obiettivo di questi enormi mostri d’acciaio è il Giappone. Il diciottenne Daisaku Kusama incontra il Giant Robot 1, un colossale robot d’acciaio di 30 metri, presso le antiche rovine di Okinawa. Egli fa un patto con una misteriosa ragazza che lo approva come comandante del GR1…
Daisaku sarà suo malgrado reclutato dall’organizzazione militare “UNISOM” per fronteggiare il gruppo “GRO” (Gigantic Rebellion Operators), che estrae i misteriosi robot dalle rovine di tutto il mondo e li usa come armi di distruzione di massa.

 

Nello stesso anno, slegato alla serie televisiva, prende l’avvio l’interessante adattamento manga, Giant Robot: Il Giorno che la Terra Bruciò, sempre ad opera di Yasuhiro Yamagawa e con i disegni di Yasunari Toda (Tsurugi no Houou, Scryed, Kidou Senshi Gundam Seed Astray R), dove i personaggi di Yokoyama si ritrovano ad interpretare ancora nuovi ruoli. Influenze steampunk, ma anche molto wuxia, per una serie che mette in campo decine di personaggi e con un ritmo sempre estremamente sostenuto.
In patria, Giant Robo – Chikyuu no Moetsukiru Hi (Giant Robot: Il Giorno che la Terra Bruciò)
si è concluso dopo 9 volumi, ed è stato seguito nel 2011 da Giant Robo: Babel no Roujou (Giant Robot: L’Assedio di Babele)
in 6 volumi, entrambi inizialmente serializzati su Champion RED di Akita Shoten.
In Italia, sono stati pubblicati solo i primi 6 volumi di Giant Robot: Il Giorno che la Terra Bruciò, bloccato come tante altre serie in mano alla Ronin Manga.
Sul fronte video, dopo una prima pubblicazione in VHS da parte della Granata Press prima e Dynamic poi e una trasmissione incompleta su MTV, Yamato Video nel 2013 ha annunciato l’inizio dei lavori di rimasterizzazione, e sul finire del 2014, Giant Robot è stato una dei titoli in elenco per una prossima uscita sul grande schermo in occasione di eventi speciali in un’unica data, come già avvenuto nelle Super Robots Nights.
fonti:
  • Andrea Baricordi – postfazione del I° volume dell’edizione italiana di Giant Robot: Il Giorno che la Terra Bruciò
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La precedente introduzione si è resa necessaria per anticipare alcuni dei prossimi post del blog.
[Manga] Giant Robot di Mitsuteru Yokoyama (1967)
[Manga] Giant Robot: Il Giorno in Cui la Terra Bruciò di Mitsuteru Yokoyama/Yasuhiro Imagawa/Yasunari Toda (2007)
[Anime] Giant Robot: Il Giorno in Cui la Terra si Fermò di Yasuhiro Imagawa
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Autore:

Appassionata di anime e manga da sempre, spettatrice e lettrice onnivora, con una non celata propensione per shonen, mecha e BL. Ho un debole per gli enigmi della Camera Chiusa e la Golden Age del romanzo poliziesco, libri da divorare in poltrona, avvolta da un plaid, e sorseggiando del tè.

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