Pubblicato in: manga

Mars di Mitsuteru Yokoyama

Titolo: Mars (Mars)
Autore: Mitsuteru Yokoyama
Casa editrice: d/books
Lingua: Italiano
Status: Concluso
Volumi: 3

Mars, realizzato da Mitsuteru Yokayama nel 1976, è uno dei capisaldi della produzione sci-fi dell’autore.

Più volte citato e adattato (non sempre fedelmente), rimanda a The Day The Earth Stood Still (Ultimatum alla Terra) di Robert Wise, pietra miliare del cinema americano di fantascienza, classe 1951, di cui condivide le premesse: la Terra e i terrestri sono tenuti d’occhio da civiltà aliene, pronte ad intervenire e distruggere il pianeta, nel caso in cui il potenziale bellico degli esseri umani diventasse una minacciare per l’intero Universo.

Nel manga di Yokoyama, un’improvvisa eruzione vulcanica fa emergere un’isola al largo del Giappone, e su di essa viene ritrovato un giovane, miracolosamente illeso, ma che non pare in grado di parlare; anche se lo fosse, però, non sarebbe in grado di spiegare il perché della sua presenza sull’isola, non avendo nessuna memoria del passato.
Il ragazzo, dopo essere stato accolto in casa dal medico che si è occupato di lui dopo il recupero, viene presto avvicinato da un misterioso individuo, che gli rivela che il suo nome è Mars, e il suo compito distruggere la Terra!

Secoli prima, infatti, extraterrestri giunti sul nostro pianeta, di fronte alla propensione dell’uomo al conflitto e ad azioni esecrabili, preoccupati dalla possibilità che un giorno sarebbe stato in grado di portare la guerra anche nel resto della galassia, decidono di predisporre una contromossa: sei robot, definiti le “Sei Divinità”, ciascuno in grado di annientare un intero continente, e Gaia, ancora più potente, con al suo interno una bomba che farà esplodere l’intero pianeta, in caso di eccessivo sviluppo bellico dei terrestri.
Gaia può essere manovrata da un essere artificiale, programmato per portare a termine la distruzione della civiltà terrestre, quando questa raggiungerà il suo culmine, e ad avere la facoltà di controllare il robot è proprio Mars.
L’inaspettata eruzione vulcanica, però, ha causato un risveglio anticipato del ragazzo, con un conseguente malfunzionamento, per cui Mars non ha memoria della sua missione.
Inoltre, il clima accogliente che l’ha circondato dal momento del risveglio, lo fa dubitare sulla correttezza del progetto dei suoi simili.
Decide pertanto di non portare a termine la missione, ma in questo modo attira gli attacchi delle Sei Divinità, perché esiste anche un altro modo per innescare l’esplosione di Gaia, ossia la morte di Mars.

Ritmo serrato, per un continuo susseguirsi dei combattimenti, e la sensazione di un fato purtroppo ineluttabile: Mars per difendersi e sopravvivere, deve distruggere le altre divinità, ma anche l’eliminazione dei sei robot è un modo per attivare la bomba di Gaia. Sembra davvero non esserci una via d’uscita, fino ad un improvviso spiraglio finale….

Il caratteristico disegno di Yokoyama, netto e con pochi fronzoli, forse non è dei più accattivanti, ma ha il suo fascino vintage, e sicuramente d’effetto il design di Gaia e delle sei divinità, che più che del tipico mecha, hanno l’aspetto di monumentali costruzioni del passato, che improvvisamente prendono vita.

 

Il fatto che il modello in alcuni casi sia davvero basato sulle grandi opere delle civiltà passate, come l’egizia nel caso della Sfinge, aumenta il potere evocativo.

Sebbene, un po’ come in Babil Junior, manchi in effetti un vero e proprio approfondimento psicologico, cosa però stavolta più giustificata dall’avere come protagonista e suoi antagonisti degli esseri artificiali, non in grado di provare emozioni, ciò non significa che non vengano continuamente offerti spunti di riflessione, in particolare sulla natura umana, sul suo imparare o meno dagli errori del passato,

e sul pericolo dello sviluppo tecnologico, ma anche sulle responsabilità della classe dirigente, lo sfruttamento delle risorse naturali.

Yokoyama è riuscito a creare una storia che lascia continuamente con il fiato sospeso, portando il lettore a chiedersi cosa ad accadrà pagina dopo pagina, instillando contemporaneamente il dubbio che forse la verità non è ciò che appare, fino all’incredibile finale, inaspettato quanto allo stesso tempo, in un certo senso, annunciato.

Forse allungare il vero e proprio epilogo, che si consuma nell’arco di non più di due pagine, avrebbe contribuito ad incrementare la partecipazione emotiva del lettore, ma da un certo punto di vista, l’effetto scioccante è dovuto anche alla sua stupefacente concisione.

Superfluo aggiungere, la solita ineccepibile edizione d/books.

Opera sicuramente consigliata a chi ha un debole per la fantascienza d’annata e a chi vorrà riscoprire un autore ed una serie non conosciuti all’estero come in patria, che, però, hanno sicuramente influenzato le generazioni successive, e divertirsi nel ritrovarne l’influenza in prodotti più contemporanei.

 

Storia: ♥♥♥♥ e 1/2
Disegni: ♥♥♥
Edizione: ♥♥♥♥♥
Voto complessivo: ♥♥♥♥ e 1/2

Extra: Dalla pagina allo schermo

Diverse le serie anime ispirate a Mars, a partire da God Mars (六神合体ゴッドマーズ Rokushin Gattai GoddoMāzu) del 1981, arrivato pure in Italia, anche se solo parzialmente.

Sessantaquattro episodi, un OVA e un film con un design moderno ed accattivante, ma ben poco in comune con il manga di Yokoyama, da cui vengono essenzialmente mutuati il nome del protagonista, Mars appunto, e il fatto che la sua vita sia collegata all’esplosione di un robot che causerebbe la distruzione del Pianeta Terra.
Nell’anime, le sei Divinità del manga perdono il loro aspetto “monumentale” e si rifanno al mecha design tipico degli anni ’80; mantengono i nomi originali, ma sono tutte al servizio del protagonista, unendosi per formare il potente God Mars del titolo.
La trama si dipana in maniera ben diversa dal manga, ed è sicuramente piuttosto articolata. In soldoni, un prodotto in linea con le tendenze del suo tempo, pregevole sotto diversi aspetti, ma che poco lascia trapelare del fumetto originale.

Più fedele all’originale, Mars: La leggenda dell’era divina del 2002, serie di 13 episodi.

Per completezza, vanno citati anche i due OVA del 1994, intitolati semplicemente Mars,

e, soprattutto,  Giant Robot – The Day The Earth Stood Still,

compendio dell’opera omnia di Mitsuteru Yokoyama, realizzato tra il 1992 e il 1998 da Yasuhiro Imagawa, che avrebbe dovuto  essere una nuova trasposizione di Giant Robot, ma, per una difficilmente spiegabile imposizione da parte della casa di produzione, all’autore fu concesso di utilizzare soltanto il nome del protagonista e il robot gigante del titolo. Imagawa decise quindi di ribaltare le carte in tavola, e, con il benestare di Yokoyama, fa confluire nella storia tutti i personaggi più conosciuti delle altre sue opere, quasi in veste di attori, con una sceneggiatura che si rifà a situazioni note ai fan del maestro, mescolate in maniera originale. Non potevano quindi mancare suggestioni provenienti anche da Mars. Fonte: http://anime-asteroid.blogspot.it/2010/06/recensione-giant-robo-il-giorno-in-cui.html

 

 

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Autore:

Appassionata di anime e manga da sempre, spettatrice e lettrice onnivora, con una non celata propensione per shonen, mecha e BL. Ho un debole per gli enigmi della Camera Chiusa e la Golden Age del romanzo poliziesco, libri da divorare in poltrona, avvolta da un plaid, e sorseggiando del tè.

3 pensieri riguardo “Mars di Mitsuteru Yokoyama

  1. Come sempre i tuoi post sui mecha e sullo sci-fi hanno quel tocco in più! Non che gli altri non siano interessanti, ma traspare ancora di più la tua passione per l’argomento. 🙂
    La vignetta che fa riferimento al massacro dei cinesi mi ha ricordato una foto agghiacciante presente sul mio libro di storia in cui proponevano una scena molto simile.

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    1. Ho l’impressione che negli anni ’70 ci fosse molto più di oggi la tendenza a far riferimento alla storia contemporanea, e non mancava neanche la critica sociale, sebbene fossero storie dai contenuti, per così dire, “poco realistici”.

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