Pubblicato in: manga

Ryū – Il ragazzo delle caverne di Shōtarō Ishinomori

 

 

Titolo: Ryū – Il ragazzo delle caverne (原始少年リュウ Genshi shōnen Ryū)
Autore: Shotaro Ishinomori
Casa editrice: d/books
Lingua: Italiano
Status: Concluso
Volumi: 2

Scritto tra il 1969 e il 1971, Ryū – Il ragazzo delle caverne è solo una parte della più ampia trilogia concepita da Shotaro Ishinomori  costituita dal “presente” de Il Mondo di Ryū , il “passato” di Ryū – Il ragazzo delle caverne , appunto, e il “futuro” de La Strada di Ryū.

L’uscita dal mercato italiano della d/books ha fatto si che solo Ryū – Il ragazzo delle caverne  sia stato completato, mentre La Strada di Ryū si è interrotta dopo il solo primo volume e Il Mondo di Ryū è ancora inedito nel nostro paese. Un vero peccato, considerato come La Strada di Ryū venga ricordato non solo come una delle principali opere di Ishinomori, ma anche come una pietra miliare del fumetto giapponese.

“Il tempo a volte gioca degli strani scherzi: a qualcuno si concede in abbondanza, ad altri in modo più limitato. Lo “ieri” di una persona è il “domani” di un’altra. Anche il presente assume significati molto diversi a seconda che ci si trovi in centro a New York o in uno sperduto villaggio della Nuova Guinea. Anche questa storia non ha una precisa collocazione temporale. Potrebbe essere ambientata in un remoto passato o, per quanto sembri incredibile, in un prossimo futuro. Anzi, potrebbe anche essere il “presente” in cui tu vivi!

Ecco così che la nostra storia si apre con la precisazione che potremmo trovarci nel passato, come pure nel presente o nel futuro, lasciando intravedere da subito quella componente fantascientifica, che troverà maggior sviluppo solo nella conclusione.

Il non poter valutare come questo capitolo si inserisca nel disegno complessivo compromette pesantemente il giudizio, per forza di cose molto limitato.

In quella che all’apparenza sembra un’ambientazione preistorica, pur con diverse incongruenze, come la convivenza di uomini e dinosauri, una donna dalla pelle bianca dà alla luce un bambino dalle medesime caratteristiche, che vengono viste dalla tribù che l’ha catturata come un presagio di sventura. Viene stabilito pertanto che il neonato sarà sacrificato al terribile Tirano per assicurarsene il favore. Subito prima che il sacrificio venga consumato, Kitty, una scimmia senziente in grado di parlare e che ha appena perso il suo cucciolo e altri membri del suo gruppo proprio a causa di Tirano, decide di salvare Ryū e di crescerlo come fosse suo. Gli anni passano, e Ryū e Kitty continuano a spostarsi di continuo, sempre seguiti da Tirano, cosa che rafforza l’idea che il ragazzo sia fonte di sfortuna e causa continue persecuzioni. Kitty verrà uccisa, ma Ryū scoprirà anche di non essere figlio della scimmia e di avere una madre ancora in vita, e deciderà di intraprendere un lungo viaggio in sua ricerca. Al suo fianco, la gentile Ran, e il fratellino Don, ma anche il coraggioso Kiba, ossessionato dal desiderio di uccidere Tirano; contro di loro, oltre al temibile rettile, Taka, fratello di Kiba, e altri uomini invaghiti di Ran, intenzionati ad avere la ragazza con la forza.

La caratterizzazione dei personaggi è complessivamente piuttosto semplice, eppure efficace, regalandoci figure di grande impatto, come Kiba, novello Achab che, dopo aver perso tutto, dedica la vita alla caccia alla sua personale Balena Bianca.

Ottimo ritmo narrativo, pieno di colpi di scena e azione, e dove trovano comunque spazio quelle tematiche tanto care all’autore: ambizione, aggressività, desiderio di sopraffazione, violenza, i pericoli del progresso, il razzismo.

Inoltre l’autore riesce a catturare sin da subito l’attenzione del lettore, lasciando percepire che in Ryū qualcosa di “diverso”, legato alla sua pelle bianca, ma che nasconde probabilmente molto di più, e così il viaggio non è solo una ricerca della madre e una lotta contro i tanti nemici, ma anche l’intrigante scoperta di un segreto che ci trasporta improvvisamente in un ambito fantascientifico, inaspettato quanto, in fin dei conti, credibile e riuscito.

Oltre alla conclusione de Ryū – Il ragazzo delle caverne, il secondo volume comprende anche due storie extra, non legate alla principale, Saran il ragazzo delle caverne e Una storia che inizia dalla fine, ma che condividono l’approccio sci-fi e quella commistione futuro/passato.

Disegni di gran pregio e con un forte dinamismo, che danno il meglio soprattutto negli scenari mozzafiato.

Come sempre ottima l’edizione d/books.

In sintesi, pur con i limiti della consapevolezza di aver di fronte un’opera “incompleta”, Ryū – Il ragazzo delle caverne è un manga godibile anche come “pezzo” a se stante e che vale la pena recuperare, nella speranza che prima o poi il resto de La Strada di Ryū venga portato in Italia.

Storia: ♥♥♥♥
Disegni: ♥♥♥♥e 1/2 
Edizione: ♥♥♥♥♥
Voto complessivo: ♥♥♥♥ e 1/2

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Autore:

Appassionata di anime e manga da sempre, spettatrice e lettrice onnivora, con una non celata propensione per shonen, mecha e BL. Ho un debole per gli enigmi della Camera Chiusa e la Golden Age del romanzo poliziesco, libri da divorare in poltrona, avvolta da un plaid, e sorseggiando del tè.

4 pensieri riguardo “Ryū – Il ragazzo delle caverne di Shōtarō Ishinomori

  1. Ho visto alcuni spezzoni dell’anime su Man-ga ma non sono riuscita a vedere neanche un episodio per intero perché con gli anime vintage non riesco a superare certe barriere che, invece, nella versione cartacea mi danno meno problemi 😄
    Avevo notato però queste ambientazione strana e ora che ho letto la tua recensione mi è più chiaro il perché di certe cose che mi è capitato di vedere 😄

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    1. L’anime non tratta minimamente l’aspetto fantascientifico, tanto fa risultare semplicemente una storia ambientata in una preistoria con molte incongruenze; nel soggetto originale, invece, è proprio l’aspetto fantascientifico ad incuriosire, e magari spiegare quelli che sembrerebbero grossolani errori.

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