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Cyborg 009 di SHOTARO ISHInoMORI

Titolo: Cyborg 009
Autore: Shotaro Ishi-no-Mori
Casa editrice: J-Pop
Lingua: Italiano
Status: Concluso
Volumi: 27

Cyborg 009 (サイボーグ 009 Saibōgu Zero-Zero-Nain) è una delle serie più celebri del prolifico Shotaro Ishinomori, autore di successi come Kamen Rider, Chobin, il Principe StellareHela Supergirl e Ryu il ragazzo delle caverne.

L’inizio della serializzazione su rivista, portata avanti su diverse testate, sia shonen, sia shojo, risale al 1964; ha avuto una certa continuità fino al 1981, poi, dopo un’interruzione di 4 anni, è stata ripresa nel 1985. Più e più volte Ishinomori avrebbe voluto concludere definitivamente le avventure dei suoi Cyborg, ma le insistenze dei fans, e, forse anche un certo attaccamento personale, hanno fatto si che la “fine” fosse ogni volta soltanto temporanea. Fino al momento della morte, avvenuta improvvisamente nel 1998 per un attacco di cuore, Ishinomori ha accumulato idee e bozze, che forse avrebbero trovato prima o poi una forma definitiva, se non fosse stato per l’inattesa dipartita. In questo modo, da un certo punto di vista, Cyborg 009 è diventato per il Maestro, volente o nolente, l’opera di una vita.

Joe Onodera, figlio di Ishinomori, si è assunto così il compito di completare la serie, basandosi sui suoi quaderni di appunti. Il risultato sono tre romanzi, il primo del 2006, gli altri due del 2012, così come la trasposizione manga,  Cyborg 009: Conclusion GOD’S WAR , pubblicato tra il 2012 e il 2014.

Comunque sembra che la tendenza principale tra i fans sia quella di disconoscere Conclusion GOD’S WAR, in quanto, a loro dire, poco fedele alla caratterizzazione psicologica originale dei personaggi.

Ad ogni modo, se vogliamo tener conto anche di Conclusion, possiamo dire che ai 27 volumi della più recente edizione Kadokawa Shoten (rivisitazione della più classica da 36 tankobon) vanno quindi a sommarsi i 5 di Conclusion per un totale di 32.

In Italia la J-Pop ha pubblicato tra il 2009 e il 2011 solo i 27 volumi dell’edizione della Kadokawa Shoten.

La fama della serie poggia anche su diverse trasposizioni animate, non solo film, ma anche 3 serie tv, la prima, ancora in bianco e nero, del 1968, l’ultima del 2001, ma è attraverso quella del 1979 in 50 episodi che “I Nove Supermagnifici” vengono conosciuti anche nel nostro Paese.

Abbiamo persino 2 radio drama, nel 1979 e nel 2009.

Trama:

Il percorso dell’Uomo su questa Terra è  sempre stato segnato da sanguinosi conflitti, e il continuo senso di precarietà e minaccia fa si che ci sia una costante corsa agli armamenti.
In particolare, dopo il Secondo Conflitto Mondiale, con quella celeberrima “Guerra Fredda” tra USA e URSS, la paura ha portato ad un’incredibile e rapida escalation.
Ovviamente, c’è chi guadagna da un simile clima, i mercanti d’armi, pronti a creare strumenti di morte sempre più sofisticati e temibili. L’ultima “frontiera” è rappresentata dai cyborg, e trafficanti senza scrupoli, riuniti dietro il nome di “Black Ghost”, non esitano a condurre i loro esperimenti su chi è ai margini della società.
Nell’ombra, da ogni parte del mondo, uomini di ogni età e razza vengono rapiti e trasformati contro il proprio volere in cyborg.
Questa è la storia di 9 di loro, pronti a ribellarsi contro i loro creatori per difendere la pace.
Questa è la storia di 9 eroi, mossi da coraggio, determinazione, e uniti da un’amicizia destinata a durare per sempre.
Questa è la storia dei 9 Supermagnifici.

 

In trent’anni di serializzazione, con cambi di editori, lunghi periodi di hiatus, e variazioni volute dallo stesso autore, la narrazione non è sempre lineare: talvolta uno stesso arco può essere ripetuto, ma con alcune modifiche, e personaggi ricomparire con ruoli diversi. Progressivamente si va sempre più delineando la scelta di una struttura per archi a se stanti, indipendenti l’uno dall’altro, a cui vanno ad aggiungersi persino one-shots, scritte e disegnate da Ishinomori, non-canon, staccate dal resto (per approfondimenti).

Nell’edizione italiana viene ripresa l’edizione “Complete Works” di Kadokawa Shoten, con la seguente successione degli archi narrativi:

  • Volume 1: “Birth”
  • Volume 2: “Assassin”
  • Volume 3: “Wandering”, “The Aurora Strategy”, “The Man with the Expensive Castle”, “Empty War”, “The Bomb Model “Raiden””
  • Volume 4: “Vietnam”, “The Golden Lion”, “A Phantom Dog”
  • Volume 5: “Mythos”
  • Volumi 6 e 7: “The Underground Empire of Yomi”
  • Volume 8: “Monster Island”, “Middle East”
  • Volume 9: The rest of “Middle East”, “Immigration”
  • Volume 10: The rest of “Immigration”, “The Song of Lorelei”, “The Bottom of the Sea”
  • Volume 11: The rest of “The Bottom of the Sea”, “Angels”
  • Volume 12: “The Battle with the Gods”, “Cyborg 009 and the 300 Million Yen Criminal”, “Dinosaur”
  • Volume 13: “City of Wind”, “The Snow Carnival”, “Green Hole”, “Deinonychus”
  • Volume 14: “Edda”, “Mysterious Star”, “Phantom Island”
  • Volume 15: “The Undersea Pyramid”
  • Volume 16: The rest of “The Undersea Pyramid”
  • Volume 17: “Conan, the Giant of the North”, “The Golden Triangle”
  • Volume 18: “Sargasso Sea”, “Arctic Ghost”, “Eyes and Ears”, “The Glacier of Love”, “A Machine’s Machinery”
  • Volume 19: “Aztec”, “The Kidnapping”, “The City of the Future”
  • Volume 20: “Father and Son”, “Passing Shot”, “Blood Spirit”, “The Frozen Autumn”, “Baby Poppins”, “Frozen Time”, “The Strange Star Flower”, “Go for it, Big Brother!”
  • Volume 21: “Barefoot Zanzibar”, “Fountain of the Water Spirits”, “Clockwork Heart”, “Cyborg Soldiers, For Whom Do You Fight?”, “The Diary of Chang Changku’s Struggling Restaurant”
  • Volume 22: “The Red Shoes”, “Farewell, Nessie”, “Ishtar’s Dragon”, “At the Zoo”
  • Volume 23: “Hepatica Symphony”, “Pharaoh Virus”, “The Modern Narcissus”, “The Seven Children”, “Invisible Strings”, “Cosmo Child”
  • Volume 24: The rest of “Cosmo Child”, “Rainy Days on the Yamanote Line”, “The Night of the Star Festival”, “Vision of a Butterfly”, “The Dolphin and the Boy”, “Metamorphosis”
  • Volume 25: “Aphrodite”, “Legend of the Star Mermaid”
  • Volume 26: “Deep Space”
  • Volume 27: “The People Drifting Between Space and Time”

fonte

Così, ad esempio, il quinto volume ci lascia con il fiato sospeso circa la sorte degli Zero-Zero-Number, dopo la distruzione dell’Isola di Magma, e il sesto si apre riproponendoci il rapimento di Joe, la sua trasformazione in cyborg, e la sua fuga dall’isola di Black Ghost insieme agli altri cyborg traditori. Passano quasi 4 anni, e ciascuno di loro si è costruito una nuova vita. Il pericolo, però, incombe e vengono tutti i richiamati per la lotta in difesa dell’umanità contro i malvagi.

Fatte queste premesse, bisogna aggiungere che ogni singolo arco presenta una sua compattezza e organicità, pur essendo sempre molto articolati.

Molta, moltissima azione, scontri contemporanei su più fronti, ma anche momenti di riflessione: sul significato della vita, in particolare per chi non può considerarsi più umano, sui vizi e le virtù degli uomini, ma anche su cosa sia davvero l’umanità.

 

vcyborg009-000

Personaggi:

Ivan Whisky (イワン·ウイスキー, Iwan Uisukī) – Cyborg 001

 

 

Neonato di origine russa, è oggetto degli esperimenti portati avanti dal suo stesso padre, celebre neurochirurgo, volti al potenziamento delle capacità del cervello umano. In pratica è un esper, dotato di poteri come telepatia e telecinesi, preso in custodia da Black Ghost. Sotto un certo punto di vista, potrebbe definirsi il più forte tra i cyborg, ma ha un grosso limite nell’essere costretto di sovente ad addormentarsi, anche per lunghi periodi, proprio perché stremato dal suo potere.

 

 

 

 

Jet Link (ジェット·リンク, Jetto Rinku) – Cyborg 002

 

 

Originario di New York, è a capo di una gang, i Jets, e la sua introduzione nel manga ricalca una celebre scena in West Side Story. Nella scontro con una gang rivale portoricana uccide l’avversario, e mentre tutti scappano per sfuggire alla polizia, viene catturato da Black Ghost. Ha dei propulsori nei piedi che gli permettono di volare, e un primo modello di acceleratore, poi potenziato in 009. Sebbene all’inizio possa sembrare un poco di buono, è uno dei membri più leali del gruppo, sempre pronto ad accorrere in aiuto degli altri.

 

 

 

Françoise Arnoul (フランソワーズ·アルヌール, Furansowāzu Arunūru) – Cyborg 003

 

 

Giovane ballerina di origine francese, viene rapita da Black Ghost mentre va a prendere il fratello maggiore, un pilota militare in licenza. I tentativi di quest’ultimo di salvarla sono inutili. Black Ghost la modifica in modo da accrescere i suoi sensi: può vedere a grandi distanze e attraverso i solidi, e il suo udito potenziato le permette di agire come un radar. Utilizzata nel gruppo più dal punto di vista strategico per valutare il nemico e le sue potenzialità, sa anche entrare in azione quando ve ne è la necessità. Come unica figura femminile, è anche colei che si occupa dei suoi compagni, in particolare di 001. E’ legata sentimentalmente a 009.

 

 

 

Albert Heinrich (アルベルト·ハインリヒ, Aruberuto Hainrihi?) – Cyborg 004

 

 

Tedesco, cerca di scappare da Berlino est insieme alla sua fidanzata, ma i due vengono scoperti dalla polizia del muro; lei muore, mentre lui rimane gravemente ferito, e viene catturato da Black Ghost. 004 è un concentrato di armi custodite in ogni parte del suo corpo, cosa che lo fa sentire quanto mai poco umano. In alcuni punti del manga sembra comunque aver accettato quel che è diventato, superando il trauma iniziale. Ha un carattere combattivo, e preferisce attaccare piuttosto che attendere il nemico al varco. Apparentemente freddo e distaccato, ha sotto sotto un debole per il sesso femminile, e pur manifestando sempre diffidenza, è uno di quelli da cui le fanciulle in difficoltà corrono per aiuto.

 

 

Geronimo Jr. (ジェロニモ·ジュニア, Jeronimo Junia) – Cyborg 005

 

 

Nativo americano, si trova ad affrontare una serie di difficoltà a causa dei pregiudizi razziali. Non gli vengono offerti lavori, e quando la cosa accade sono poco puliti, ma il suo orgoglio e la sua incrollabile fedeltà gli impediscono di accettare. Viene avvicinato ed ingannato da Black Ghost che lo aggirano con la proposta di un lavoro. Viene dotato di una forza sovraumana, ma di fondo mantiene un animo taciturno e gentile.

 

 

 

 

Chang Changku (張々湖, Chanchanko) – Cyborg 006

 

 

Di origine cinese, è un povero agricoltore ridotto alla fame dalle tasse. Disperato decide di farla finita, ma il tentativo di suicidio viene sventato da Black Ghost. E’ in grado di produrre fiamme, che usa anche per scavare dei tunnel sotterranei. Come attività collaterale, apre un ristorante, che a volte gestisce insieme all’amico Great Britain, con ottimi risultati. Ha una saggezza tutta sua, ed anche una certa cultura. Insieme a 007 è uno dei principali comic relief.

 

 

 

 

Great Britain (グレート·ブリテン, Gurēto Buriten) – Cyborg 007

 

 

 

Un tempo attore teatrale di successo, quando viene catturato da Black Ghost non è altro che un alcolista. Ha la capacità della metamorfosi, e può trasformarsi in qualunque cosa, vivente e non, abilità utilizzata per lo più per infiltrarsi tra le fila nemiche. Essendo il più anziano del gruppo, a volte preferisce apparire con le sembianze di un bambino. E’ spesso protagonista di gags comiche, ed utilizzato per far scemare la tensione.

 

 

 

Pyunma (ピュンマ) – Cyborg 008

 

 

 

Originario del continente africano, è un coraggioso combattente che Black Ghost trasforma nel perfetto soldato anfibio. La mutazion del suo corpo sarà a volte per lui motivo di profonda sofferenza, aspirando a ritornare quello che era un tempo. Nelle pause tra le missioni dei cyborg, torna in Africa e ci è presentato come leader di un movimento indipendentista, o impegnato nella lotta contro i bracconieri.

 

 

 

Joe Shimamura (島村ジョー, Shimamura Jō) – Cyborg 009

 

 

Ultimo della serie Zero-Zero-Number è tecnologicamente il più perfezionato tra i suoi compagni, e ben presto viene ad assumere il ruolo di leader del gruppo. Nel manga ci viene presentato con un giovane mezzo-sangue, giapponese solo a metà. Abituato ad essere emarginato, comincia a frequentare cattive compagnie, finendo in riformatorio. Proprio durante un tentativo di fuga viene catturato da Black Ghost. Tra le sue capacità, la supervelocità, molta potenziata rispetto a quella di Jet, e che viene attivata tramite un meccanismo situato a livello di un molare. Coraggioso, eroico ed empatico, è un’irresistibile calamita per il sesso femminile, alle cui lacrime difficilmente sa resistere, sebbene sia sentimentalmente legato a 003.

 

 

L’eterogeneità del cast, insieme all’ottima caratterizzazione psicologica, è uno dei punti di forza della serie, e ha fatto si che i nove cyborg si imprimessero con forza nell’immaginario collettivo di chi ha seguito le loro avventure su carta o sullo schermo. Dati gli ormai 50 anni che Cyborg 009 ha sulle spalle, è probabile che sia corretto affermare che piuttosto che seguire degli stereotipi, Ishinomori li abbia creati: abbiamo così, ad esempio, il “gigante buono” (005), oppure l'”amico fidato” (002), il “tenebroso che sotto la dura scorza nasconde un animo sensibile” (004), il “bambino prodigio” (001), la “spalla comica” (007), il “buffo mangione un po’ pigro” (008), il “combattente per la libertà e l’ambiente” (008), la “fidanzatina” (003) e l'”eroe” (009). Ciascuno dei personaggi è però molto più che semplicemente riconducibile ad una categoria: l’impegno messo nel dotare ognuno di un suo background contribuisce ad una unicità, difficilmente poi eguagliata nel panorama manga & anime. E’ come se Ishinomori avesse tracciato una strada, indicando come creare una storia più corale, che andasse oltre l’individualità del singolo, ma chi poi ne ha voluto seguire l’esempio non è stato però in grado di riproporne la modernità. Di fatti, laddove abbiamo a che fare con un gruppo di personaggi principali, molto spesso condividono la stessa fascia demografica, e, a meno di essere appartenenti a realtà sovraumane, magari hanno anche la stessa appartenenza razziale, e spesso condividono persino un background piuttosto simile. Ishinomori, invece, ci ha insegnato ad ampliare gli orizzonti, a non imporsi limiti legati ad età, etnia, o passato dei personaggi, rendendo i Nove Supermagnifici un punto di riferimento, in grado di superare il suo stesso tempo, facilmente adattabile a qualsiasi realtà, pur mantenendo le proprie peculiarità.

 

 

Temi e Suggestioni

Nonostante la maturità dei contenuti, Cyborg 009 non tradisce la sua natura di shonen, presentando quelle che sono le tipiche tematiche della tipologia, come il coraggio e la determinazione del singolo, che continua a combattere impavido anche quando il nemico sembra insuperabile, e che può sempre contare sull’aiuto dei suoi amici; il tutto viene però affrontato a livelli più profondi.

Joe Shimamura si è ben presto imposto come modello imprescindibile per l’eroe del fumetto per ragazzi, e non solo. Forte, intrepido, arguto, ma anche tormentato, con un passato difficile alle spalle: sua madre era una giapponese, morta poco dopo la sua nascita, e di suo padre non si sa nulla; probabilmente era un americano, come le caratteristiche somatiche di Joe e il suo stesso nome lasciano supporre. Trascorsa l’infanzia in orfanotrofio, spesso oggetto di disprezzo per le sue origini (siamo comunque nel Giappone del dopoguerra), non supererà mai davvero il trauma di non aver conosciuto sua madre, che diventerà per lui una sorta di figura sempre inseguita, ma mai raggiunta. Un eroe, quindi, con una sua fragilità, un punto debole che a volte farà emergere anche un lato più oscuro, violento e vendicativo. In genere, comunque, Joe si caratterizza per una forte empatia (quasi una sorta di pietas) che dimostra non solo per gli amici, ma a volte anche per i nemici, o presunti tali. Sebbene non si sottragga al suo dovere, e spesso sia costretto ad uccidere, è quasi sempre a malincuore. Diventa in poco tempo il punto di riferimento per tutto il gruppo, non solo per la superiorità come cyborg, ma anche per innegabili capacità di leadership. Sebbene nei Cyborg trovi finalmente la famiglia che ha sempre desiderato, manterrà sempre un lato più introverso, che lo porterà a scegliere spesso la solitudine, nei momenti in cui si troverà a doversi interrogare su se stesso. Frequentemente accompagnato da un’aura malinconica, come ogni eroe romantico che si rispetti, attrae immancabilmente l’attenzione del gentil sesso, e a sua volta si fa facilmente vincere dalle lacrime femminili. Con il passare del tempo, Joe imparerà pian piano ad aprirsi, e Françoise diventerà la sua principale confidente, lungo le sponde del mare e sotto un cielo stellato. Oltre al rapporto privilegiato con 003, Joe stringerà forti legami con ogni membro della squadra, e gli verrà spesso ricordato che non è necessario che si faccia carico da solo del peso della loro missione, perché ormai le loro vite sono una sola.

L’ amicizia è indubbiamente uno dei temi portanti dell’opera: ciascuno dei Cyborg è pronto a mettersi in gioco per gli altri, e a sacrificare la propria vita per quella degli amici, come ben esemplificato dal finale dell’arco del Regno Sotterraneo di Yomi.

I Cyborg vedono se stessi come “un solo corpo ed una sola anima; ognuno è le braccia, le gambe, gli occhi, la bocca, anche la pancia!”
Ancora più esplicitamente, nella Saga degli Angeli viene detto come sia la “vera amicizia” l’arma più potente, se non l’unica, che i Cyborg possono utilizzare contro il più temibile tra i nemici.

Il messaggio è reso particolarmente forte proprio in virtù della varietà del cast: persone di età ed etnie diverse che danno vita ad una “famiglia“, unita da un legame indissolubile. Nelle pause tra una missione e l’altra, ogni Cyborg fa ritorno alla propria vita, magari nel suo paese natale, ma se uno di loro è in difficoltà, tutti gli altri sono pronti ad accorrere. Con loro il fidato dottor Gilmore, il “Geppetto” di questi nove “pinocchio”, che al mondo ormai non ha più nessun altro.

La decisione di scegliere protagonisti così diversi tra loro, per età, razza, e cultura va probabilmente inserita anche in un discorso più ampio, di appello al dialogo e solidarietà tra i popoli: se persone provenienti da ogni parte del mondo, con passati ed esperienze tanto dissimili riescono ad unirsi in un unico grande nucleo famigliare, perché lasciare ancora che le differenze alimentino l’odio verso chi ci è diverso, punto di partenza di così tanti conflitti?

Sebbene ci siano responsabilità oggettive di chi in effetti detiene il potere, spesso interessato più al proprio interesse che non al bene comune, è vero comunque che si parte sempre da una responsabilità individuale: è necessario conoscere se stessi, per quel che c’è di buono, ma anche di cattivo, quindi investire nella propria crescita spirituale, per non cadere vittime della più facile fascinazione del male, tenendo conto che il confine tra bene e male è quanto mai labile. Black Ghost non è altro che una metafora del male che si annida nel cuore degli uomini: proprio per questo è destinato a rinascere fintanto che gli uomini non abbandoneranno i loro desideri in nome dell’amore, da intendersi come abnegazione, ossia la “vera amicizia” secondo Ishinomori. L’umanità sembra avere una insormontabile tendenza all’autodistruzione, e per i più gli errori del passato non sono un sufficiente monito.

Altro tema ricorrente, indissolubilmente legato ai precedenti perché esemplificazione del peggio degli uomini, è quello della guerra che torna più e più volte, anche con riferimenti alla contemporaneità (la Guerra del Vietnam o i conflitti del Medio Oriente), e attraverso cui l’autore fa emergere il suo fondamentale pacifismo. Non a caso il nemico principale dei Cyborg è un’organizzazione guerrafondaia, interessata a mantenere il mondo in una situazione di costante caos ed incertezza, proprio per alimentare sempre nuove guerre, con i guadagni che ne conseguono.

Tra le pagine di Cyborg 009 trovano inoltre spazio temi come la droga, la perdita dei valori (“la prosperità materiale genera indigenza spirituale“), ma anche istanze ambientalistiche e problematiche come l’esaurimento delle risorse petrolifere e la ricerca di nuove fonti energetiche sostenibili, da contrapporre al nucleare visto come un pericolo, perché non disponibile il livello di avanzamento tecnologico necessario per gestirlo in sicurezza.

Per quanto riguarda l’ispirazione per i suoi archi narrativi, Ishinomori affonda a mani basse in miti e leggende, provenienti da ogni parte del globo, con una particolare propensione per le antiche e misteriose civiltà, magari sepolte negli abissi dei mari e nelle profondità della terra, ormai da millenni. Viaggi nel tempo e nello spazio, creature preistoriche, invasori alieni sono altre situazioni ricorrenti, e non mancano i riferimenti letterari occidentali, non solo nella citazione di quello Shakespeare tanto amato da 007, ma anche in quelle suggestioni riconducibile a H.G. Wells, da La Guerra dei Mondi a L’Isola del Dottor Moreau.

Non mancano poi poteri psichici, le scoperte scientifiche e loro applicazioni (con le inevitabili conseguenze), l’intelligenza artificiale, e il rapporto uomo-macchina, come facile aspettarsi da una serie che ha per protagonisti dei super-uomini cyborg.

Cyborg 009 è così quasi una sorta di antologia del fantastico, con una certa predilezione per la fantascienza, senza mai dimenticare la componente umana: ciò che rimane di umano nei Cyborg emerge sempre, sia nelle saghe di più lungo respiro, sia nelle one-shots individuali.

La riflessione sulla loro condizione li accompagna spesso, e devono frequentemente fare i conti con continue contraddizioni: sono macchine, ma non hanno perso la loro umanità; sono dei soldati, però ripugnano la guerra. Probabilmente non è un caso che il protagonista principale, il fulcro del gruppo dei Cyborg, si sia sempre caratterizzato per una “doppia natura”, fonte della sua “diversità”, ma anche della sua conflittualità interiore: prima, metà giapponese e metà americano; ora, metà uomo e metà macchina.

Ciascuno dei 9 si trova prima o poi a dover affrontare il peso dello status di cyborg, che impedisce loro di vivere come esseri umani, tra gli esseri umani. Eppure possono ridere, soffrire e amare come qualunque altra persona. Ma si può davvero definire vivo chi ha un corpo meccanizzato, che potrebbe non conoscere mai la morte, semplicemente cambiando le parti che si danneggiano?

004 è il cyborg che da più spesso voce a questo malessere: rifiuta le macchine, pur essendo egli stesso una macchina, ed in fondo è comprensibile, perché il suo corpo più di ogni altro è stato modificato per essere uno strumento di morte. L’odio verso le macchine, è un odio verso se stesso.

Solitamente questa intrinseca conflittualità viene risolta soltanto ricordandosi che è ciò che racchiudiamo in fondo all’animo a renderci chi siamo

Il corpo non è che un contenitore” (004)

e non importa quale sia l’aspetto esteriore, perché la nostra spiritualità appartiene solo a noi, e noi soli possiamo plasmarla a nostra piacimento. Da qui la necessità di impegnarsi per conoscere e migliorare se stessi.

La solitudine, proprio perché apparentemente indissociabile dalla loro condizione, è il peggior nemico dei Cyborg

Non possiamo vivere troppo a lungo da soli proprio perché non siamo comuni esseri umani. Soffriremmo ancor più di solitudine” (004)

eppure anche questa può essere sconfitta grazie alla solidarietà e all’amore, l’abnegazione, ossia dimenticando se stessi per gli altri, a cui fa più volte riferimento Ishinomori.

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L’altro principale dilemma dei Cyborg è se sia possibile essere davvero dei combattenti per la pace, oppure se il loro non è che un paradosso.

Quindi, circa un punto cruciale, ossia se combattere e ricorrere alla violenza sia in talune circostanze giustificabile, Ishinomori a volte sembra lasciarsi andare ad un certo pessimismo, come nella saga Cosmo Child: a bambini alieni, a cui era stato imposto dagli adulti di non reagire agli attacchi di altri aggressori extraterrestri, paventando come pena la loro stessa morte, i Cyborg insegnano a combattere, perché la loro passività, vista come una forma di codardia, rischia di causare la distruzione non solo del loro popolo, ma anche di ignari terrestri. Il nemico viene sconfitto, ma il finale lascia un senso di inquietudine: ora che i bambini hanno imparato ad uccidere, perdendo la loro innocenza, davvero le cose miglioreranno per il loro pianeta, oppure il “peccato” rischia di contaminarli sempre più, coma la storia terrestre ci ha tante volte dimostrato?

Nonostante la costante volontà di inserirsi nella contemporaneità, tenendo sempre d’occhi l’attualità nelle proprie storie, per forza di cose, persino in Cyborg 009, nonostante sia un prodotto in grado di reinventarsi in qualunque contesto e luogo, c’è un pizzico di anacronismo, ad esempio in quella che è la concezione della donna.

Una visione alquanto tradizionalista, in cui la figura femminile o è l’incarnazione di tutto ciò che è puro ed innocente, virginale direi, e assolve la funzione di colei che accudisce (è l’innamorata o la “madre”, come spesso ci viene presentata 003),  oppure, secondo la più classica delle dicotomie, è il pericolo, la seduttrice, uno strumento al servizio del male, inviata per ingannare gli uomini, ed in questo caso non è mai davvero salvata dal suo amore, ma ne è piuttosto vittima.

Ogni arco narrativo rappresenta, quindi,  l’occasione di riflessione su tematiche universali, e non mancano il rapporto con un presunto “Creatore” e il diritto del Creato di volersi autodeterminare, come nella Saga degli Angeli, parte della più ampia La battaglia contro gli Dei, che avrebbe dovuto essere il punto d’arrivo, la summa, dell’intera serie.

Nelle intenzioni dell’autore, la Saga degli Angeli, infatti, avrebbe dovuto essere seguita dalla Saga dei Demoni, ed insieme sarebbero poi state raccolte, appunto, ne La Battaglia contro gli Dei, che si presenta sin da subito come la più ambiziosa tra le saghe, la più complessa ed introspettiva, dove l’azione lascia il posto a dilemmi interiori vissuti da ciascun cyborg: c’è chi è attratto dall’avidità, chi dall’efferatezza, dalla rabbia, dalla pigrizia, dall’isteria,  dalla malinconia, dalla passione o dal tradimento. Quando è il desiderio a prevalere, ecco che amicizia e spirito di squadra appaiono come semplici illusioni, fantasie ed inganni, perché l’animo umano è essenzialmente egoismo. L’unica arma contro tutto questo è la vera amicizia, l’abnegazione, l’annullare se stessi cooperando con gli altri. Ma per unire i cuori bisogna innanzitutto avere coscienza di se stessi e del proprio animo.

Il voler realizzare qualcosa di grandioso e degno delle aspettative dei fans, ha bloccato per lungo tempo l’autore, che pur avendo in mente la sceneggiatura, non si decideva a metterla effettivamente su carta: voleva partire da un microcosmo, il mondo spirituale, e arrivare progressivamente ad un macrocosmo, i confini dell’universo, e rispondere a domande come “Cosa sono gli angeli? Cosa sono i demoni? E cos’è dio per l’umanità? Qual è la sua vera natura? E cos’è l’umanità? La vita? E la morte? Lo spirito? Il corpo? L’amore? L’odio? Cos’è il bene? Cos’è il male?

Alla fine La Battaglia contro gli Dei non è stata mai conclusa da Ishinomori, e quel che ci rimane sono solo pochi capitoli.

Purtroppo sembra che la Conclusion di Joe Onodera abbia deluso i più, quindi è difficile dire vale la pena di una lettura, e soprattutto se inserirla davvero nel canone dell’opera, o lasciarla come un qualcosa a se stante.

 

Disegni

Sebbene di primo acchito, il modo di tratteggiare i personaggi di Ishinomori possa sembrare molto rapido, semplice, e per grandi linee, solitamente piuttosto morbide, c’è poi una grande attenzione agli sfondi, in alcuni casi estremamente dettagliati e realistici, oltre che una sapiente regia, che da il meglio di se nel montaggio delle tavole. Le scene d’azione sono sempre di grande effetto, e davvero ben studiate.

Se agli inizi è quanto mai evidente l’influenza di Osamu Tezuka, di cui Ishinomori fu assistente, e attraverso di lui, dell’Occidente (alcune scene hanno davvero una forte affinità con le strisce disneyane – Gambadilegno e la Banda Bassotti sembrano dover saltar fuori da un momento all’altro…), con il passare degli anni, come è ovvio, c’è un’evoluzione stilistica più vicina al gusto moderno, ma Ishinomori da comunque prova di voler mantenere i suoi tratti distintivi. C’è un arricchimento nei particolari, e non una sconfessione del passato.

 

Dove inizia lo shonen…. e finisce lo shojo…..

In questo mondo ogni cosa deve morire. Solo l’amore è eterno..

Nella sua lunga storia editoriale, Cyborg 009 è stato ospitato sia da riviste shonen, sia da riviste shojo, e il cambio di target in qualche modo si è riflesso anche nel sempre più frequente ricorso ad alcune situazioni: belle fanciulle da salvare, amori destinati ad un tragico epilogo, richiami a figure romantiche dal passato, da Tutankhamon e la sua giovane sposa, a Hikoboshi e Orihime (o Orfeo e Euridice, se preferite), non dimenticando di citare Romeo e Giulietta o Giselle.

Joe stesso è diventando non solo il prototipo dell’eroe shonen, ma anche di quello shojo, come confessato da sue estimatrici “famose”, mangaka del celebre Gruppo 24 come Riyoko Ikeda.

Ma qual è l’atteggiamento di Ishinomori nei confronti dell’amore romantico?

Basandomi sul solo Cyborg 009, devo dire che è piuttosto controverso.

Joe e Françoise rappresentano ormai da anni la coppia romantica ideale, una sorta di otp ante litteram. Inutile nascondere che molte delle ragazze che si sono avvicinate ai Cyborg lo hanno fatto proprio in virtù della loro storia.
Sono giovani, belli ed innamorati, ma anche eternamente fidanzati.
Che tra i due ci sia un legame speciale è fuori discussione: sul fatto che lei sia innamorata è difficile nutrire dei dubbi, e anche nel cuore di Joe, la sua compagna di battaglie occupa un posto difficile da insidiare. Nel manga vediamo spesso 009 solo con 003, mentre si confida, con lei che ascolta silenziosamente, a sottolineare un’intimità tutta loro. Françoise gli sta accanto, come un costante e rassicurante sostegno. Joe, da parte sua, è premuroso, in battaglia la protegge e la allontana dal pericolo. Nelle stesse illustrazioni, i due compaiono quasi sempre l’uno accanto all’altra, con la mano di lei sul braccio di lui.
Nel loro rapporto c’è una palpabile e calda tenerezza.
Vivono insieme con Ivan e il dottor Gilmore, in una sorta di famiglia nella famiglia, un piccolo nucleo all’interno del più ampio gruppo dei Cyborg, e la loro casa è la casa dove tutti ritornano per incontrarsi.

Tutto perfetto? C’è chi sottolinea la troppa disponibilità di Joe, verso l’altro sesso, che pur non palesandosi in veri e propri tradimenti (almeno nell’opera di Ishinomori), sembra mettere in discussione il suo attaccamento nei confronti di Françoise. Altri giustificano questo atteggiamento, perché in fondo rientra in quella costante gentilezza sempre dimostrata verso tutto e tutti, e sottolineano come la stessa Françoise sembri no attribuirgli troppo peso.

Ma l’aspetto più problematico è un altro: abbiamo tante passeggiate al chiaro di luna, e tanti sono pure i baci, ma c’è anche una ed una sola scena di sesso,

e non viene presentata sotto una luce positiva.

Queste tavole furono criticate, anche perché piuttosto scandalose per l’epoca, quando il sesso non compariva certo abitualmente nelle riviste manga per ragazzi. L’effetto è solo in parte attutito dal fatto che non sia realmente accaduto, ma sia solo una proiezione dei desideri della coppia, ed in particolare di Françoise: dopo che si sono rivestiti, la ragazza chiede a Joe di fare l’amore con lei, perché desidera avere un figlio da lui; l’espressione di 009 ha un che non solo di titubante, ma anche di colpevole.

L’amore erotico, chiamato “passione”, è presentato come uno dei desideri che indeboliscono l’animo, e a cui si contrappone l’abnegazione, il mettere da parte se stessi per il bene dell’altro. L’autore pare quindi preferirgli un amore più spirituale e altruistico.

Vivere insieme nella realtà o farlo con lo spirito essenzialmente si equivalgono! Non cambia niente nel nostro amore!” (003)

Perché, però, anche il desiderio di maternità di 003, molto spesso mostrata mentre amorevolmente si prende cura di 001 come fosse sua madre, viene ad assumere connotati negativi? Difficile a dirsi, e le mie sono soltanto delle ipotesi. Appare alquanto improbabile che un cyborg possa avere dei figli, quindi la richiesta di 003 non è altro che un rifiuto della sua condizione, a cui solitamente non da voce; vorrebbe tornare ad essere una ragazza come tutte le altre, e sperimentare la maternità in prima persona. Si può inoltre pensare che il suo volere un figlio da 009 esprima il desiderio egoistico di legarlo possessivamente a se, creando un legame fin troppo esclusivo, che li separerebbe dal resto del gruppo.

Forse in questo “rifiuto” della componente sessuale in una relazione amorosa quella visione della donna come creatura pura, innocente, che non deve essere macchiata dal desiderio. Françoise è pudica, riservata, materna, e forse nel senso di colpa mostrato da Joe si potrebbe rintracciare una sorta di complesso edipico non risolto.

Anch’io voglio che tu viva per sempre… perché tu sei come la mia terra natale… mia fidanzata e madre!” (009)

Sovente in lui, la figura di quella madre che non ha mai conosciuto e quella di Françoise si sovrappongono fino a confondersi, tanto che è difficile dire dove finisca l’una e inizi l’altra.

La cosa diventa ancora più esplicita in Pianeta 009: un sera tutti Cyborg e lo stesso Gilmore si addormentano e cominciano a sognare, ritrovandosi ciascuno in un mondo sconosciuto, che non è altro che il frutto dei loro desideri, ma anche delle loro paure. L’inconscio di 009 fa sì che si trovi di fronte una figura femminile che afferma di essere sua madre, ma dato che la cosa è impossibile, il Cyborg la rifiuta e cerca di ucciderla. Ecco allora che la donna assume le sembianze di 003, e poi di nuovo quella della sua presunta madre, così all’infinito. Ogni tentativo di 009 di ucciderla fallisce, e la misteriosa creatura continua a ripresentarsi, finché il cyborg ormai esausto si arrende e cade ai suoi piedi, lasciando che la donna, la “madre” si chini su di lui e baci le sue labbra.

Un animo così solitario e così assetato di un amore immortale, ma che non verrà mai appagato…” (009)

E’ difficile quindi capire il perché di alcune scelte di Ishinomori, ma è indubbuio che questo tema, come molti altri, sia affrontato in maniera mai banale, e con molte sfaccettature.

Tornando, però, al punto di partenza, Ishinomori, dando spazio a situazioni tipiche dello shojo, ha forse “tradito” l’origine shonen del manga? La verità è che ad un’opera così articolata come Cyborg 009, una netta distinzione come quella tra shonen e shojo sta stretta: vengono affrontati temi universali, c’è spazio per l’avventura e l’azione, ma anche per l’introspezione psicologica, per cui è ovvio che il pubblico raggiunto sia quanto mai trasversale, e non certo limitabile alle categorizzazioni demografiche.

Eredità

Joe Shimamura e i suoi 8 compagni si sono staccati dalle mani dell’autore per diventare patrimonio di tutti.

Shotaro Ishinomori, 1978

Con Cyborg 009, Ishinomori ha segnato in maniera indelebile il fumetto supereroistico giapponese, definendone i canoni e consacrando la figura del cyborg. Non è stato il primo (si pensi a Tezuka e al suo Astroboy), ma ha comunque segnato uno dei filoni più prolifici e di successo nel panorama manga, quello fantascientifico.

Ha oltremodo dimostrato come una narrativa d’evasione può nascondere significati ben più profondi di quelli che ci si potrebbe aspettare, offrendo continui e mai banali spunti di riflessione.

Un’eredità sicuramente pesante, ma al tempo stesso davvero un patrimonio di tutti.

 

Edizione italiana

Indubbiamente di buona qualità, ed impreziosita dalla possibilità di raccolta in cofanetti.

Buona idea l’aggiunta di una gallery sulle illustrazioni più famose delle serie in appendice a quasi ogni volume.

Peccato che gli approfondimenti sulla storia della serie siano soltanto sporadici: sarebbe stato interessante avere maggiori informazioni circa l’evoluzione negli anni dell’opera, le sue pause, i suoi cambi di editore, ma probabilmente sarebbe stato un lavoro davvero molto dispendioso, e avrebbe reso l’acquisto meno alla portata dell’acquirente.

Ad ogni modo, ottimo lavoro.

 

Giudizio

Storia: ♥♥♥♥♥
Disegni: ♥♥♥♥ e 1/2
Edizione: ♥♥♥ e 1/2 
Voto complessivo: ♥♥♥♥ e 1/2

 

Extra: Dalla Pagina allo Schermo

La saga dei Cyborg 009 è stata riproposta in 3 serie tv   (a cui ne seguirà presto una quarta, in occasione del 50° anniversario)
Cyborg 009 (1968)

 

Cyborg 009 (1979)

 

Cyborg 009 – The Cyborg Soldier (2001)

coming soon…

 

e 4 film di animazione

– 009 Joe Tempesta (1966)

Cyborg 009 Kaiju Sensu (Cyborg 009 and the Monster Wars) (1967)

Cyborg 009: La Leggenda della Supergalassia (1980)

RE: Cyborg 009 (2012)

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Autore:

Appassionata di anime e manga da sempre, spettatrice e lettrice onnivora, con una non celata propensione per shonen, mecha e BL. Ho un debole per gli enigmi della Camera Chiusa e la Golden Age del romanzo poliziesco, libri da divorare in poltrona, avvolta da un plaid, e sorseggiando del tè.

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