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[Robot Time] Shin Mazinger Zero di Yoshiaki Tabata e Yuuki Yogo

Shin Mazinger Zero è una serie manga in nove volumi, realizzata da Yoshiaki Tabata e Yuuki Yogo e serializzata su Champion Red a partire dal 2009, che offre, a mio avviso, una delle migliori rielaborazioni del soggetto originale di Go Nagai.

In Italia è edita dalla J-pop.

Considerarla un semplice reboot è forse limitativo, in quanto, piuttosto che cancellare il passato e riscriverlo da zero, l’opera trova il modo di riunire in maniera armonica quanto l’ha preceduta, dalle serie degli anni ’70 alle riedizioni dei decenni successivi, aprendo nel contempo la strada per un nuovo inizio.

In uno scenario apocalittico, un solo uomo vaga ancora per quelle lande desolate, Koji Kabuto, con il rimpianto di non aver fatto la scelta giusta, che avrebbe potuto impedire l’ecatombe. Di fronte a lui, una figura femminile gli offre l’opportunità di tornare indietro e cambiare il futuro, ma il giovane non sa che non il suo sarà l’ennesimo tentativo dopo innumerevoli fallimenti, e ormai la speranza che davvero esista la possibilità di scongiurare la fine del genere umano è una fiamma che si sta sempre più affievolendo, sembrando irrimediabilmente destinata a spegnersi.

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L’ottima idea di un eterno loop permette di non smentire le prime serie dedicate al Mazinger Z, presentandole come uno dei tanti possibili universi vissuti da Koji Kabuto, senza che lui ne abbia coscienza, al massimo una inspiegabile sensazione di deja-vù.

Inoltre prende davvero forma quella che sin dagli albori è stata “LA” scelta posta di fronte a Koji, usare il Mazinger Z per diventare un DIO, e salvare l’umanità, oppure un DEMONE, ultimo responsabile dell’estinzione del genere umano.

Viene quindi ulteriormente sviluppato quanto precedentemente intravisto in Mazinsaga, dove il potere del Mazinger Z è talmente immenso da andare ben oltre quello di una semplice macchina, creatura dell’uomo, ma diventa qualcosa che supera qualsiasi limite, fino all’impossibile e all’immaginabile. Con queste premesse, la possibilità che tutto possa sfuggire di mano e trasformarsi in tragedia è ben più tangibile di un’ipotesi.

Ecco così che ci troviamo di fronte allo scenario di uno Z senza controllo, una sorta di modalità Berserker, con tutta la distruzione che ne consegue.

Ma a contrario di quanto tante volte visto nelle opere di Nagai, la serie è permeata da una sconfinata fede nella forza del genere umano, pronto a continuare a combattere, anche quando non è possibile intravedere neanche un minimo spiraglio, che non si piega, che continua ad alzare il suo pugno verso cielo.

L’ostinazione di Koji, l’incrollabile coraggio di Sayaka, ma anche i cameo dei più famosi eroi di Nagai, da Honey Kisaragi a Kekko Kamen, vogliono essere un inno a ciò che c’è di meglio nell’animo umano, e che viene continuamente nutrito da sentimenti come l’amicizia e l’amore.

I “soliti noti”, Koji, Sayaka, ma anche Hell, Ashura, Blocken, vengono riproposti in maniera davvero convincente, delineando con fedeltà i loro tratti caratteristici, ma anche mettendone in luce altri finora rimasti forse nell’ombra, ma con un grande potenziale.

Koji è l’eroe che tutti conosciamo, anzi potremmo quasi definirlo l’archetipo di tutti gli eroi shonen: forte, generoso, dall’inaffondabile determinazione, sempre pronto al sacrificio, legatissimo alla famiglia e agli amici, ma anche divertente, spregiudicato se necessario, l’unico in grado davvero di cambiare il mondo. Troppo perfetto? No, in realtà non è così, in quanto mantiene sempre una sua umanità di fondo, che lo rende piuttosto l’incarnazione di ciò a cui chiunque dovrebbe aspirare, in piccolo o in grande, per poter migliorare le cose, ed in fondo è proprio questo ciò che deve fare un eroe, ispirare a tirare fuori il meglio di sé. Inoltre, i loop ci mostrano anche come ci siano stati dei momenti in cui non ha saputo resistere, ed insieme al Mazinger si è abbandonato all’oscurità.

 

La Sayaka di questa serie è semplicemente meravigliosa: bella, energica, probabilmente la più coraggiosa e tenace tra coloro che combattono,

 

pronta ad andare avanti nonostante tutto, anche quando non si ha più nulla.

 

Se Koji è l’unico a poter salvare il mondo, Sayaka è il vero segreto della sua forza, ciò che lo spinge a provare e riprovare, e tra i due è indubbiamente quella dalla maggiore saldezza d’animo: nei tanti loop vissuti, la sua perdita è sempre stata per Koji il punto di rottura, ciò che lo ha lasciato cadere, ma per la ragazza anche la morte dell’amato, nonostante il suo desiderio di stargli accanto sempre, fino alla fine, non sarebbe una giustificazione ad abbandonare la lotta. E’ perfettamente cosciente che Koji potrebbe abbandonarla definitivamente ad ogni battaglia, ma anche se ciò accadesse, lei non si lascerebbe andare, continuerebbe a combattere, sempre.

L’amore non è un punto debole, ma la speranza per un futuro possibile.

 

La storia d’amore tra Koji e Sayaka è quindi una delle colonne portanti della storia, ed è fatta di complicità, sostegno reciproco, ma anche litigi e siparietti, momenti drammatici, oppure toccanti e teneri, e c’è quasi una sorta di pudore quando si tratta di parlare dei veri sentimenti dei sentimenti, in contrasto con l’ecchi di altre situazioni, quasi sempre declinate in senso comico.

Non manca, infatti, l’elemento fanservice, però alla fine è un piccolo pegno da pagare: io speravo di non rivedere mai più quella… tuta da combattimento (?) (non so nemmeno io come chiamarla…), comparsa nel Mazinsaga, ma purtroppo non siamo riuscite a liberarcene, per la gioia dei maschietti…

Non dimentichiamo poi il comic relief della ormai proverbiale gelosia di Sayaka

 

ed in effetti nella serie c’è un continuo e ben riuscito passaggio da un tono all’altro: anche nei momenti più drammatici, non mancano momenti paradossali, e quasi sempre sono i “cattivi” ad esserne protagonisti, primo fra tutti Ashura

ma anche il “testaggio” Blocken, o lo stesso Hell, che finalmente confessa di aver creato i suoi subalterni con il loro indubbiamente singolare aspetto, non tanto per incutere timore negli avversari, quanto per… farsi due risate!

E proprio passando agli antagonisti, Ashura si rivela un personaggio con molte sfaccettature (ops…involontaria battuta), e probabilmente solo nel contemporaneo anime Mazinger Edition Z: The Impact! (che comunque ha pochi punti di contatto con questa serie manga, forse solo uno, ossia essere una rielaborazione davvero ben riuscita) ha un ruolo ancora più incisivo.

Blocken è Blocken, e Hell impersona perfettamente l’ambizione umana, pronta alla più completa distruzione in nome del potere; a tratti, però, anche un lato più “tenero” nel sincero affetto per i propri sottoposti, in particolare di fronte alla devozione di Ashura, ma è solo un momento.

Interessante anche il tentativo di presentarci anche alcuni personaggi classici sotto una luce completamente differente, se non diametralmente opposta: l’esempio migliore in tal senso è Juzo Kabuto, la cui personalità subisce pesanti cambiamenti da un loop all’altro, e probabilmente proprio in funzione del loop stesso, che da risultati completamente diversi da quelli che aveva inizialmente immaginato.

E veniamo quindi al personaggio che è il vero fulcro dell’intera vicenda, un nome noto ai fan del Mazinger Z, ma che qui viene ad avere un ruolo di primo piano e del tutto rivoluzionato rispetto al passato: Minerva X.

 

Minerva X nella versione originale è il Robot partner del Mazinger Z, creata dallo stesso Juzo Kabuto, e con un capacità sconosciuta allo Z, il provare quanto di più vicino ai sentimenti umani. Nell’anime del 1972, compare per una sola puntata, usata dal dottor Hell contro il Mazinger Z, e destinata ad un tragico epilogo; anche nell’adattamento manga ha lo spazio di un solo capitolo. Qui, invece, è il personaggio chiave insieme a Koji e Sayaka, l’unica ad avere coscienza di quanto stia accadendo, ma anche la personificazione della speranza per un futuro migliore. E’ un androide con la capacità di far tornare indietro il tempo, escamotage messo in atto da Juzo Kabuto per velocizzare le sue scoperte e mettere a punto un Mazinger Z ogni volta superiore al precedente, cosa che non gli sarebbe stata possibile con la durata di una sola vita umana. Con il tempo, però, Minerva X comincia a provare crescente empatia per gli esseri umani, e Koji in particolare, desiderando per loro un domani e non la distruzione. Allo stesso modo, sta divenendo per lei sempre più insopportabile vedere il suo amato partner, lo Z, inevitabilmente trasformarsi in una divinità oscura, e così eccola ormai a quasi tremila tentativi di azzerare tutto e ricominciare daccapo. Con lei viviamo tutto il dolore e tutta la frustrazione di non riuscire a cambiare un crudele destino,

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ma impariamo anche a ritrovare la speranza, giunta ormai a quella che sarà forse l’ultima possibilità.

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Complessivamente, quindi, abbiamo un’ottima caratterizzazione dei personaggi, “nuovi” e “vecchi”; peccato che in nove volumi, zeppi di eventi, non ci sia spazio sufficiente per tutte le figure simbolo dell’epopea di Mazinger, e alcuni personaggi fanno solo fugaci apparizioni:

dato l’ottimo risultato qui ottenuto c’è da sperare che queste lacune vengano colmate nell’annunciato dalla Jopo all’ultimo Napoli Comicon Shin Mazinger Zero contro il Generale Oscuro, attualmente in corso in Giappone e a quota 5 volumi.

Passando alla narrazione, è in prevalenza estremamente drammatica, con immagini ad effetto, e le stesse scritte che diventano una parte integrante della tavola, aumentandone il pathos, quasi a gridare gli avvenimenti a cui assistiamo.

Tanti i colpi di scena, e il nostro punto di vista viene a coincidere con quello di Minerva X, che pian piano ci rivela la verità, e nel contempo apprende anche cosa sia accaduto prima del suo risveglio nell’ultimo mondo in cui si trova a muoversi: alcune cose coincidono, ma altre….

C’è quindi un continuo senso di tensione, e ci troviamo a chiederci se l’ennesimo loop creato dall’androide sia quello che porterà finalmente alla salvezza dell’umanità, o se non si stia preannunciando un fato ancora più oscuro.

I plot twist, sempre di altissimo livello, lasciano esterrefatti, e mostrano la capacità degli autori di prendere dal passato, dalle serie precedenti, e di riproporre alcuni elementi in maniera del tutto inaspettata, e soprattutto chi già conosce il mondo di Mazinger, sarà felice di scoprire i riferimenti, e si rallegrerà per l’efficace risultato. Scendere più nei dettagli significherebbe spoilerare troppo, e questa serie merita troppo di essere letta per farle un simile torto.

Epicità quindi, ma anche repentini passaggi da un registro stilistico all’altro, come già scritto in precedenza: ci si commuove, si ride, ci si esalta in un continuo di forti emozioni, il tuto supportato da un disegno davvero all’altezza, moderno ma che ben si concilia con il classico Nagai. E’ come se la lezione del Maestro fosse stata ben digerita ed assimilata.

 

Le scene forti non mancano,

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e non è quindi esattamente un prodotto per tutti, ma sicuramente saprà soddisfare fans di prima e successive generazioni.

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Autore:

Appassionata di anime e manga da sempre, spettatrice e lettrice onnivora, con una non celata propensione per shonen, mecha e BL. Ho un debole per gli enigmi della Camera Chiusa e la Golden Age del romanzo poliziesco, libri da divorare in poltrona, avvolta da un plaid, e sorseggiando del tè.

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